Rifugio Levi Molinari | Scialpinismo
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Sicuramente il Vallone del Galambra offre delle bellissime gite di sci-alpinismo in zone estremamente belle e selvagge. Si tratta però di uno sci-alpinismo esperto da farsi con neve ben assestata e in periodo tardo primaverile. Bisogna inoltre considerare che d’inverno la strada di accesso alle Grange della Valle non viene pulita da Eclause in su e quindi uno deve pensare di calzare gli sci a quota ben inferiore del Rifugio. A partire da maggio salvo particolari condizioni di innevamento la strada viene sgombrata fino alle Grange della Valle e quindi l’accesso può risultare più comodo e le gite di sci-alpinismo ancora piacevoli e in ottime condizioni.

SOMMEILLER E ROC PEIROUS

Altezza: m 3.333 – 3.189
Dislivello in salita: 1.050 m + 650 m
Dislivello in discesa: 1.700 m
Tempo in salita: 1° giorno: 3.30 ore – 2° giorno: 3-3.30 ore
Difficoltà: Bs
Esposizione: 1° giorno: ovest, quindi sud ovest e nord ovest  2° giorno: tutte le esposizioni

L’itinerario può essere effettuato in giornata, partendo molto presto e raggiungendo solo una delle due cime proposte.
Effettuando il pernottamento in bivacco Sigot può offrire un bel concatenamento di vette.

1° giorno: Dietro il Rifugio si prosegue nel bosco di larici e tra i massi, iniziando a salire in direzione ovest sud ovest. Con una serie di tornanti si supera un tratto ripido, passando sotto una balza rocciosa e lasciando a sinistra una cascata gelata, quindi si sbuca sul pendio soprastante, con rado bosco di larici alternato a distese aperte. Piegando in direzione ovest nord ovest, si attraversa in leggera salita un ampio pendio. Lasciando a destra una zona di macigni, si sale un pendio più ripido, fino a sbucare sul dosso della Cima delle Monache (2.568 m), dove c’è un rudere di fortificazione. Entrati nell’evidente valloncello, lo si segue con percorso libero, piegando a  sud ovest. Si prosegue risalendo per intero il vallone, superando strettoie e cambi di pendenza, con percorso intuitivo e più ripido, fino a uscire sul pianoro sommitale che ospita il Lago Galambra (2.900 m); qui si piega nettamente a destra (nord), raggiungendo il piccolo bivacco Sigot (2.900 m), dipinto di rosso e posto su un terrazzo panoramico (3 – 3.30 ore). Molto bello il tramonto sulla catena degli Ecrins, che si può osservare dal vicino Passo Galambra (20 minuti).

2° giorno: Dal bivacco Sigot (2.900 m) si attraversa in discesa verso nord ovest, passando presso alcuni ruderi. In lieve salita si punta al Passo dei Fourneaux Centrale (3.110 m) e, senza l’obbligo di raggiungerlo, si continua la salita piegando a destra, in direzione nord. Si procede con percorso abbastanza libero, passando presso una caratteristica duna nevosa, quindi si prosegue con percorso evidente per vasti pendii con frequenti cambi di pendenza, e sempre in direzione nord si raggiunge la Punta Sommeiller (3.333 m. – 1.30 ore; attenzione ad eventuali cornici sulla cresta sommitale). Il panorama dalla cima si apre sulle montagne della Vanoise e sul Monte Bianco. Dalla cima,  senza percorso obblicato, si scende per ampi pendii verso sud, lungo la linea di salita.  Quando si raggiunge un piccolo avvallamento, nella zona della duna superata in salita, si prosegue a mezza costa cercando di non perdere quota. Si completa quindi la traversata  passando ai piedi del Passo dei Fourneaux Settentrionale (3.159 m). Deviando un poco in direzione sud ovest, si passa appena sotto il Passo dei Fourneaux Centrale (3.110 m) e Meridionale (3.094 m). Ora si punta a sud verso il Colle Peirous, quindi a sud est, e con un semicerchio si risale il pendio fino alla cima del Roc Peirous (3.189 m, 1 ora circa).

Discesa: Si percorre l’aperto pendio, più dolce a sinistra, più ripido a destra, scendendo in direzione nord nord ovest. Raggiunto l’altopiano del Lago Galambra, piegando a destra si compie un traversone ai piedi del Roc Peirous, puntando prima in direzione nord, poi nord est, infine est. Si passa appena a monte del lago, lasciando a sinistra (nord) il bivacco. Ci si riaffaccia sul vallone salito il primo giorno e lo si segue, con percorso abbastanza libero, lungo l’itinerario in salita, fino alla Cima delle Monache. Da qui, bisogna seguire l’itinerario di salita, facendo attenzione ai risalti rocciosi che precipitano a nord ovest sul Vallone di Galambra e cercando le migiori condizioni di neve si ritorna al Rifugio Levi-Molinari.

CIMA DEL VALLONETTO

Altezza: m 3.222
Dislivello in salita: 1.373 m
Dislivello in discesa:
Tempo in salita: 4.30 ore
Difficoltà: BSA
Esposizione: E

Dietro il Rifugio si prosegue nel bosco di larici e tra i massi, iniziando a salire in direzione ovest sud ovest. Con una serie di tornanti si supera un tratto ripido, passando sotto una balza rocciosa e lasciando a sinistra una cascata gelata, quindi si sbuca sul pendio soprastante, con rado bosco di larici alternato a distese aperte. Piegando in direzione ovest nord ovest, si attraversa in leggera salita un ampio pendio. Lasciando a destra una zona di macigni, si sale un pendio più ripido, fino a sbucare sul dosso della Cima delle Monache (2.568 m), dove c’è un rudere di fortificazione. Entrati nell’evidente valloncello, lo si segue con percorso libero, piegando a  sud ovest. Si prosegue risalendo per intero il vallone, superando strettoie e cambi di pendenza, con percorso intuitivo e più ripido, fino a uscire sul pianoro sommitale che ospita il Lago Galambra (2.900 m). Varcare quindi il Passo Galambra e salire la cresta NE della vetta, portando gli sci fin dove possibile. Il tratto finale si percorre a piedi, costeggiando la base sinistra di una serie di torrioni per pendii ripidi.

MONTE NIBLE’ (SALITA O TRAVERSATA FINO ALLA VAL CLAREA)

Altezza: m 3.365 m
Dislivello in salita: 1.373 m
Dislivello in discesa:
Tempo in salita: 4.30 ore
Difficoltà: BSA
Esposizione: E

Dal rifugio si prende verso nord-ovest l’evidente vallone dei Colli d’Ambin che si risale dapprima sul lato destro. Si prosegue così, su terreno via via più ripido e stretto fino al Colle Est d’Ambin, 2921 m. Dal colle si prende a destra e si sale la larga cresta ovest del Monte Niblè. Quando si incontra una barriera di rocce ci si sposta a sin. sul versante francese nel facile Glacier du Ferrand; si ritorna in cresta verso la spalla a 3343 m, che è anche il punto dove si tolgono gli sci. Superando qualche roccetta si arriva facilmente in cima.

Discesa: o lungo l’itinerario di salita oppure in traversata fino alle Grange Molaretto
Si torna alla spalla 3343 m e si attraversa verso nord il Glacier du Ferrand per portarsi al Colle Sud dell’Agnello posto sulla cresta nord-ovest della Punta Ferrand, presso la quota 3180m). Si attraversa il colle e si scende per il Ghiacciaio dell’Agnello in direzione est nord-est per arrivare abbastanza facilmente al Rifugio Vaccarone. Qui occorre compiere un largo giro a destra e prendere verso sud una serie di dossi e vallette passando in mezzo tra il Bric dei Francesi e il Monte Arià. Più in basso il terreno è più ripido e si raggiunge il fondo del Vallone di Tiraculo. Si poggia allora a sin. e si segue il fondo del vallone passando accosto alle Grange Valentino e a Tiraculo da cui su mulattiera si arriva alla strada carrozzabile della Val Clarea nei pressi delle Grange Molaretto, 1098 m.