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Monte Niblè

Altezza: m 3.365 m Dislivello in salita: 1.373 m Dislivello in discesa: Tempo in salita: 4.30 – 5 ore Difficoltà: BSA consigliati ramponi e picozza Esposizione: sud-est poi ovest, nord-ovest E’ un’escursione che va effettuata da sci-alpinisti esperti. Dal rifugio si prende verso nord-ovest l’evidente vallone dei Colli d’Ambin che si risale dapprima sul lato destro. Si prosegue così, su terreno via via più ripido e stretto fino al Colle Est d’Ambin, 2921 m. Dal colle si prende a destra e si sale la larga cresta ovest del Monte Niblè. In questo tratto è necessario prestare attenzione alle cornici di neve e quindi evitare di passare troppo a filo di cresta e accertarsi di condizioni di meteo buone. Quando si incontra una barriera di rocce ci si sposta a sin. sul versante francese nel facile Glacier du Ferrand; si ritorna in cresta verso la spalla a 3343 m, che è anche il punto dove si tolgono gli sci. Superando qualche roccetta si arriva facilmente in cima. Discesa: La discesa effettuata lungo l’itinerario di salita sia sul ghiacciaio sia sui pendii sotto al Colle d’Ambin è emozionante. Altra possibilità (organizzandosi per il rientro con le macchine) è effettuare la traversata fino alle Grange Molaretto in Val Clarea. Si torna alla spalla 3343 m e si attraversa verso nord il Glacier du Ferrand per portarsi al Colle Sud dell’Agnello posto sulla cresta nord-ovest della Punta Ferrand, presso la quota 3180m). Si attraversa il colle e si scende per il Ghiacciaio dell’Agnello in direzione est nord-est per arrivare abbastanza facilmente al Rifugio Vaccarone. Qui occorre compiere un largo giro a destra e prendere verso sud una serie di dossi e vallette passando in mezzo tra il Bric dei Francesi e il Monte Arià. Più in basso il terreno è più ripido e si raggiunge il fondo del Vallone di Tiraculo. Si poggia allora a sin. e si segue il fondo del vallone passando accosto alle Grange Valentino e a Tiraculo da cui su mulattiera si arriva alla strada carrozzabile della Val Clarea nei pressi delle Grange Molaretto, 1098 m.

Cima del Vallonetto

Altezza: m 3.222
Dislivello in salita: 1.373 m
Tempo in salita: 4.30 – 5 ore
Difficoltà: BSA
Esposizione: E

Dietro il Rifugio si prosegue nel bosco di larici e tra i massi, iniziando a salire in direzione ovest sud ovest. Con una serie di tornanti si supera un tratto ripido, generalmente occupato da resti di valanghe, passando sotto una balza rocciosa e lasciando a sinistra una cascata gelata, quindi si sbuca sul pendio soprastante, con rado bosco di larici alternato a distese aperte. Piegando in direzione ovest nord ovest, si attraversa in leggera salita un ampio pendio. Lasciando a destra una zona di macigni, si sale un pendio più ripido, fino a sbucare sul dosso della Cima delle Monache (2.568 m), dove c’è un rudere di fortificazione. Entrati nell’evidente valloncello, lo si segue con percorso libero, piegando a sud ovest. Si prosegue risalendo per intero il vallone, superando strettoie e cambi di pendenza, con percorso intuitivo e più ripido, fino a uscire sul pianoro sommitale che ospita il Lago Galambra (2.900 m). Attraversare quindi la piana del lago verso i dolci pendii a sinistra varcando il passo Galambra tenendo a destra la casermetta. Salire la cresta NE della vetta, portando gli sci fin dove possibile. Il tratto finale si percorre a piedi, costeggiando la base sinistra di una serie di torrioni per pendii ripidi.
La discesa lungo l’itinerario di salita – da effettuare prima che la neve diventi troppo pesante – soprattutto fino al pianoro sopra il Rifugio può essere memorabile.

Sommeiller e Roc Peirous

Altezza: m 3.333 – 3.189
Dislivello in salita: 1.050 m + 650 m
Dislivello in discesa: 1.700 m
Tempo in salita: 1° giorno: 3.30 ore – 2° giorno: 3-3.30 ore
Difficoltà: BS
Esposizione: 1° giorno: ovest, quindi sud ovest e nord ovest 2° giorno: tutte le esposizioni

L’itinerario può essere effettuato in giornata, partendo molto presto e raggiungendo solo una delle due cime proposte. Effettuando il pernottamento in bivacco Sigot può offrire un bel concatenamento di vette.

1° giorno: Dietro il Rifugio si prosegue nel bosco di larici e tra i massi, iniziando a salire in direzione ovest sud ovest. Con una serie di tornanti si supera un tratto ripido, passando sotto una balza rocciosa e lasciando a sinistra una cascata gelata, quindi si sbuca sul pendio soprastante, con rado bosco di larici alternato a distese aperte. Piegando in direzione ovest nord ovest, si attraversa in leggera salita un ampio pendio. Lasciando a destra una zona di macigni, si sale un pendio più ripido, fino a sbucare sul dosso della Cima delle Monache (2.568 m), dove c’è un rudere di fortificazione. Entrati nell’evidente valloncello, lo si segue con percorso libero, piegando a sud ovest. Si prosegue risalendo per intero il vallone, superando strettoie e cambi di pendenza, con percorso intuitivo e più ripido, fino a uscire sul pianoro sommitale che ospita il Lago Galambra (2.900 m); qui si piega nettamente a destra (nord), raggiungendo il piccolo bivacco Sigot (2.900 m), dipinto di rosso e posto su un terrazzo panoramico (3 – 3.30 ore). Molto bello il tramonto sulla catena degli Ecrins, che si può osservare dal vicino Passo Galambra (20 minuti).

2° giorno: Dal bivacco Sigot (2.900 m) si attraversa in discesa verso nord ovest, passando presso alcuni ruderi. In lieve salita si punta al Passo dei Fourneaux Centrale (3.110 m) e, senza l’obbligo di raggiungerlo, si continua la salita piegando a destra, in direzione nord. Si procede con percorso abbastanza libero, passando presso una caratteristica duna nevosa, quindi si prosegue con percorso evidente per vasti pendii con frequenti cambi di pendenza, e sempre in direzione nord si raggiunge la Punta Sommeiller (3.333 m. – 1.30 ore; attenzione ad eventuali cornici sulla cresta sommitale). Il panorama dalla cima si apre sulle montagne della Vanoise e sul Monte Bianco. Dalla cima, senza percorso obbligato, si scende per ampi pendii verso sud, lungo la linea di salita. Quando si raggiunge un piccolo avvallamento, nella zona della duna superata in salita, si prosegue a mezza costa cercando di non perdere quota. Si completa quindi la traversata passando ai piedi del Passo dei Fourneaux Settentrionale (3.159 m). Deviando un poco in direzione sud ovest, si passa appena sotto il Passo dei Fourneaux Centrale (3.110 m) e Meridionale (3.094 m). Ora si punta a sud verso il Colle Peirous, quindi a sud est, e con un semicerchio si risale il pendio fino alla cima del Roc Peirous (3.189 m, 1 ora circa).

Discesa: Si percorre l’aperto pendio, più dolce a sinistra, più ripido a destra, scendendo in direzione nord nord ovest. Raggiunto l’altopiano del Lago Galambra, piegando a destra si compie un traversone ai piedi del Roc Peirous, puntando prima in direzione nord, poi nord est, infine est. Si passa appena a monte del lago, lasciando a sinistra (nord) il bivacco. Ci si riaffaccia sul vallone salito il primo giorno e lo si segue, con percorso abbastanza libero, lungo l’itinerario in salita, fino alla Cima delle Monache. Da qui, bisogna seguire l’itinerario di salita, facendo attenzione ai risalti rocciosi che precipitano a nord ovest sul Vallone di Galambra e cercando le migliori condizioni di neve si ritorna al Rifugio Levi-Molinari.