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Il tour d’Ambin

Con la riapertura del Rifugio  Vaccarone e i lavori di ripristino e segnalazione di parte dell’itinerario,  è nuovamente possibile percorrere il Tour dell’Ambin, uno storico itinerario molto frequentato in passato.

Col passare degli anni diventa sempre più importante per invogliare la frequentazione di un percorso coglierne la “personalità” che è definita da un insieme di fattori che  spesso non si limitano solo più all’aspetto paesaggistico. Nelle tappe del trekking i nostri passi ci portano a confrontarci con la fatica di coloro che l’hanno percorso in tanti secoli di storia dai Celti ai Romani, forse gli elefanti di Annibale, sicuramente i Valdesi nell’epico rientro dall’esilio, non mancano i resti delle fortificazioni dell’ultima guerra. Ma non solo: la storia è anche quella della fatica del quotidiano dei pastori, dei passi rapidi e silenziosi di bracconieri, contrabbandieri, partigiani. Ma anche quella dei primi alpinisti che esplorano per sport le nostre valli da Baretti e Vaccarone a Coolidge arrivato a caccia di prime ascensioni fin dall’Inghilterra. La storia è anche quella del mutare del paesaggio cercando di scoprire ciò che rimane degli antichi ghiacciai e delle loro tracce tra splendidi laghetti e rocce levigate. Poi i continui avvistamenti di camosci, stambecchi, cervi, caprioli, con la consapevolezza che ci si muove in un paesaggio in cui si nascondono altri animali che difficilmente vedremo, ma che con la loro presenza nobilitano il territorio: aquile, gipeto, volpi, lupi, addirittura la lince avvistata proprio al lago del Moncenisio.

Non ultimo elemento di fascino è la solitudine in cui ci si immerge affrontando il tour dell’Ambin. Sembra quasi che anche nelle traversate per molti sia necessario fare coda sui sentieri, prenotare i rifugi da un anno all’altro, noi invece vi proponiamo il piacere del silenzio e dell’eccezionalità di muoversi in un paesaggio  spesso selvaggio, in compagnia di voi stessi.

NOTIZIE TECNICHE

DURATA DEL TREKKING:

GIRO CLASSICO: 4 GIORNI

DIFFICOLTA’ PREVISTE: E

Il trekking non presenta particolari difficoltà tecniche al di là dell’allenamento fisico necessario. Breve tratto EE tra il Vaccarone e il Rifugio Piccolo Moncenisio e tra il Rifugio Levi-Molinari e il Rifugio Ambin.

PERIODO CONSIGLIATO:

LUGLIO/AGOSTO/SETTEMBRE

PUNTI DI PARTENZA POSSIBILI PER IL TREKKING:

DALL’ITALIA

In auto:

  • Da Torino: si percorre la strada statale in direzione Bardonecchia. Arrivati a Susa si prosegue  per il Colle del Moncenisio. Poco prima del valico si gira a sinistra per il Colle del Petit-Mont-Cenis e si seguono le indicazioni per il Rifugio Petit-Mont-Cenis partenza del Tour d’Ambin.
  • Da Torino: si percorre la Val di Susa in direzione Bardonecchia. Dopo il Comune di Exilles in direzione Bardonecchia prendere il bivio a destra per Eclause – Grange della Valle. Dal bivio alle Grange della Valle sono 8 Km. di strada di montagna asfaltata. Dalle Grange della Valle al Rifugio sono 15 minuti di tranquilla passeggiata.

A piedi:

  • da Salbertrand (dove è presente una stazione ferroviaria): seguendo il tratto della G.T.A. n. 541 fino al paese di Eclause e da lì sulla S.P. 258 fino a Grange della Valle (tempo di percorrenza: 2,30 ore circa). Possibilità di taxi su prenotazione.

DALLA FRANCIA

 

In treno:

  • TGV Parigi – Modane (4 ore). Discesa più vicina: Modane. Corrispondenza in bus dalla stazione di Modane  sulla linea Bonneval. Arrivo a Bramans.  Per info bus: per fuori Francia: 0033 479 68 32 96 oppure dalla Francia 0 820 320 368.

In macchina:

  • Autostrada A43 in direzione Torino, uscita n. 30 – Modane. Seguire la strada dipartimentale 1006 (ex RN6) direzione Lanslebourg. 10 Km. per raggiungere Bramans (e da qui il Rifugio Ambin) oppure si prosegue per Lanslebourg-Mont Cenis (per poi raggiungere il Rifugio Petit Mont Cenis) .

Per il Rifugio Petit Mont Cenis: arrivare al Colle del Moncenisio e da qui seguire i cartelli con l’indicazione del rifugio.

Per il Rifugio Ambin:  dal paese di Bramans, prendere la strada per il vallone d’Ambin (D100)  e seguire per il borgo di Planay. La strada è stretta e si passa su un ponte.  A questo punto termina la strada asfaltata e a circa 1,5 km c’è il parcheggio della Maroqua. Da qui parte un facile sentiero  (300 m di dislivello) sulla riva destra del ruscello porta al rifugio in 1.30 ora.

I RECAPITI DEI RIFUGI DEL TOUR:

  • RIFUGIO LEVI-MOLINARI – 1850 m (Exilles)  – Tiziana Di Martino e Marco Pozzi

www.rifugiolevimolinari.itinfo@rifugiolevimolinari.it

Tel. +39 0122 58241  (rifugio) oppure +39 011 9632151 (nei periodi di chiusura)

Apertura 1 maggio – 15 settembre periodo continuativo. Dal 15 settembre a metà ottobre i week-end e per gruppi su prenotazione.

  • RIFUGIO VACCARONE – 2741 m  (Giaglione)  –  Giulia Fiorillo e Nino Malavenda

www.rifugiovaccarone.eucustodi@rifugiovaccarone.eu

Telefono +39 0122 33 226 (rifugio) oppure +39 347 96 57 918 (nei periodi di chiusura)

Apertura continuativa dal 15 giugno al 15 settembre più gli altri weekend di giugno e settembre.

  • RIFUGIO AMBIN – 2270 m –  Janie Gossay e Pierre Grange

http://www.refugedambin.ffcam.fr –  refugeambin@hotmail.fr

Telefono: +33 (0)4 79 20 35 00 (rifugio) oppure +33 (0)6 58 85 95 54

Apertura: dal 30 marzo al 19 maggio, i week-end e in settimana su prenotazione.

Dal 15 giugno al 15 settembre continuativa.

  • RIFUGIO PETIT MONT-CENIS – 2110 m – Igor e Clovis Charon

http://www.petitmontcenis.com

Telefono: +33 (0)4 79 05 88 67 (rifugio)

Apertura: dal 15 giugno al 15 settembre continuativa.

LE TAPPE

 

1° TAPPA: RIFUGIO DEL PICCOLO MONCENISIO – RIFUGIO VACCARONE

 

Dislivelli:  + 670 m  / – 160 m

Tempo di Percorrenza: 4.00/4.30 ore

Il Tour inizia dal Rifugio del Piccolo Moncenisio oppure dal parcheggio nei pressi dell’omonimo Colle (2182 m). Dal rifugio un sentierino porta nei pressi del Colle, dove inizia una pista sterrata che sale a tornanti, oltrepassando l’imbocco del sentiero che porta verso Le Planay ed il Vallone d’Ambin (in corrispondenza di una centralina meteo).

La pista finisce nei pressi di un cancelletto e da qui parte un sentiero facile che si snoda lungo il vallone delle Savine passando accanto al Lago delle Savine (2447 m) sino a raggiungere il Colle Clapier (2477 m).

Dal Colle si oltrepassa il torrente e si incontra un bivio dal quale partono due alternative di sentieri che portano al Rifugio Vaccarone (2747 m).

Il primo inizia sulla sinistra, in leggera discesa, aggira il costone roccioso e salendo ripidamente porta alla Caserma del Gias (2626m) e, da qui al Rifugio Vaccarone

Il secondo costeggia il torrente, e si inerpica poi più diretto su un costone roccioso, con vista sui Laghetti del Clapier. Questo itinerario presenta alcune corde fisse nella parte alta (sono utili soprattutto in caso di neve ad inizio stagione) del tratto in salita. Una volta raggiunta la sommità del costone un breve tratto pianeggiante permette di raggiungere il Rifugio.

2° TAPPA: RIFUGIO VACCARONE – RIFUGIO LEVI-MOLINARI

Passando dal Trou de Thuille (il Buco di Colombano Romean)

 

Dislivelli:  + 340 m  / – 1200 m

Tempo di percorrenza:  6 ore

Dal Rifugio Vaccarone si scende alla Caserma del Gias (2626 m) e si prosegue in discesa prendendo a destra un sentiero che porta verso il lato di uscita del traforo di Thuille (1980 m).

Il traforo detto anche “Pertus di Romean”, è una galleria di circa 500 metri di lunghezza scavata a mano nella roccia nel 1500 da Colombano Romean, e che serviva per portare l’acqua dal vallone del Tiraculo alle borgate Ramats e Cels.

Seguendo le indicazioni si risale alle cime dei Quattro Denti di Chiomonte (2100 m), dove oltrepassato l’altro ingresso del traforo (ben visibile) si imbocca il sentiero balcone che porta in falsopiano fino al Rifugio Levi Molinari (1849 m), passando per le Grange di Clot Brun (1912 m) e attraversando infine la borgata Grange della Valle (1744 m)

Variante:

dal Rifugio Vaccarone si può percorrere una variante che permette di arrivare in minor tempo al Rifugio Levi-Molinari: si prende il sentiero che porta al Passo Clopacà (2740 m.), e da lì si scende lungo i tornanti del vecchio tracciato militare, fino ad incontrare un bosco di larici, che il sentiero attraversa conducendo dapprima ad un alpeggio in uso durante tutta l’estate, ed infine al Rifugio Levi (3,30 h dal Vaccarone)

 

3° TAPPA: RIFUGIO LEVI-MOLINARI – RIFUGIO AMBIN

Dislivelli: + 1080 m / – 670 m

Tempo di percorrenza: 5.30 ore

Si attraversa il torrente e si imbocca il sentiero che risale il vallone del Galambra. Al fondo della Conca il sentiero sale con stretti tornanti fino a raggiungere il Colle d’Ambin (2897 m). Nei pressi del Colle si trova inoltre il Bivacco W. Blais ad una quota di 2922 m e si possono ammirare i resti del ghiacciaio del Niblè spesso in compagnia di alcuni stambecchi.

Da qui inizia la discesa nel selvaggio Vallone d’Ambin; il sentiero (segnato con ometti di pietra) dapprima costeggia il lago e prosegue poi lungo il torrente.

Nei pressi dell’intersezione con il sentiero che proviene dal Colle dell’Agnello il tracciato diventa più evidente fino a raggiungere il Rifugio D’Ambin posto a 2270 metri di quota.

4° TAPPA: RIFUGIO AMBIN – RIFUGIO PETIT MONT-CENIS

Dislivelli: +320 m / – 480 m

Tempo di percorrenza: 3 ore

 

La discesa inizia dal promontorio su cui si trova il rifugio e prosegue lungo un sentiero privo di difficoltà che segue il corso del torrente Ambin, conducendo al parcheggio Maroqua (2000 m) in circa un’ora di cammino.

A questo punto si continua su strada sterrata fino alla zona di Plan de la Vie (1864 m), che ospita un alpeggio ed un impianto di captazione idroelettrica.

Occorre quindi attraversare un piccolo ponte ed iniziare ad inerpicarsi per il tratto più ripido della tappa, sul sentiero chiamato “chemin des chevres”, superando i 400 m. di dislivello che permettono di raggiungere il vallone delle Savine e ricongiungersi con la traccia seguita il primo giorno del tour, che scendendo riconduce al Colle del piccolo Moncenisio (2182 m) ed al Rifugio (2110 m).

CARTOGRAFIA:

  • Per la parte italiana: Val Susa, Val Cenischia, Rocciamelone, Carta n° 3 Fraternali Editore
  • Per la parte francese: IGN 3634 OT VAL CENIS CHARBONNEL

BIBLIOGRAFIA:

Trekking sulle alpi di Torino – Gian Luca Boetti – Collana Luoghi Verticali – Edizioni Versante Sud

 

LETTURE PER ACCOMPAGNARE UN VIAGGIO:

La canzone di Colombano di Perissinotto Alessandro – Ed. Sellerio Editore

Bramans autrefois métropole  di  Joseph Favre.

Annibale di Paolo Rumiz – Feltrinelli editore

POSSIBILI SERVIZI AGGIUNTIVI:

 

Organizzazione del Tour per gruppi con guida locale:

  • Polvere di Stelle – Agenzia Viaggi

www.viagginaturainpiemonteinfo@viagginaturainpiemonte.it

Tel. +39 – 011/9632151 – +39 339/4269402

Possibilità anche di guida in lingua: francese, inglese, tedesco

  • Orme Lievi

www.ormelievi.itnigno@ormelievi.it

Tel. + 39  347/9657918

  • Kaps

www.kaps.itkaps@kaps.it

Tel. + 39 339/8646719

IL TOUR ITALIANO DEL THABOR IN 7 GIORNI … NOVITA’ 2017!!

La variante italiana dell’ormai classico Tour del Thabor. Un progetto che unisce rifugi francesi e rifugi italiani in una straordinaria rete di sentieri militari e paesaggi mozzafiato. Un invito a scoprire le terre alte della Valle di Susa….

Giorni previsti per il Tour: 7 giorni

Km. 103,20

Dislivello: 6.118 m

Partenza e ritorno: Bardonecchia

1° tappa: VALLE STRETTA E I SUOI 3 MAGI

da Bardonecchia al Rifugio del Thabor

I Melchiorre, Gasparre, Baldassarre vegliano su questo magnifico percorso condiviso tra la Francia e l’Italia. Che bella atmosfera alpina! Quasi dolomitica…

La Valle Stretta franco-italiana fu rispettivamente dauphinoise fino al 1713 e poi sarda fino al trattato di Parigi del 1947.

Questo sito è classificato è quindi protetto dal 1992.

Percorrenza: 5.30 ore

Km. 15,50

Dislivello: + 1195 m  / – 10 m

Partenza: 1255 m – Arrivo 2.500 m – Altitudine massima: 2500 m

2° tappa: AVE, CESARE!

Dal Rifugio Thabor a Bardonecchia

Il Col de la Roue o Col de la Route fu utilizzato da Cesare per fermare gli Elvetici. Collegamento naturale tra la Francia e l’Italia, fu teatro di numerosi conflitti militari. Qualche vestigia è ancora presente a testimonianza del peso della storia. E naturalmente, i gabellieri non erano così lontani per contrastare il contrabbando locale presente fra le due valli.

Percorrenza: 4.30 ore

Km. 14,40

Dislivello: + 310 m  / – 1.520 m

Partenza: 2500 m – Arrivo 1.255 m – Altitudine massima: 2541 m

3° tappa: IN MARCIA, DECAUVILLE!!

Da Bardonecchia al Rifugio Scarfiotti

Questo itinerario, che passa da Millaures, permette di scoprire il sorprendente cimitero della Chiesa Parrocchiale: omaggio unico ai soldati italiani della Grande Guerra. Inoltre, la Decauville facilita il passaggio in luoghi ripidi ma soprattutto, testimonia l’ingeniosità delle ferrovie di montagna del XIX secolo. Paul Decauville, figlio di un imprenditore agricolo e ingegnere, creò una ferrovia di piccolo calibro per trasportare le sue barbabietole…!!

Percorrenza: 5.40 ore

Km. 14,70

Dislivello: + 880 m  / – 0 m

Partenza: 1255 m – Arrivo 2.165 m – Altitudine massima: 2.165 m

4° tappa: ARTE E NATURA

Dal Rifugio Scarfiotti al Rifugio Levi-Molinari

Atmosfera di alta montagna sul punto più alto di questa escursione al Colle del Fourneaux. Da questo punto, è possibile un’andata e ritorno per la Pointe Sommeiller in un’ora e mezza. Da questa vetta, Coolidge avrebbe immaginato di scalare il famoso corridoio con il suo nome negli Ecrins. E durante la discesa, è possibile un incontro casuale con la fauna locale abbondante nel vallone del Galambra. Dei tesori artistici si celano nel larice tutto intorno al Rifugio Levi-Molinari.

Percorrenza: 6.00 ore

Km. 12,20

Dislivello: + 1.020 m  / – 1.300 m

Partenza: 2.150 m – Arrivo 1.849 m – Altitudine massima: 3.137 m

5° tappa: IL PARCO NATURALE DEL GRAN BOSCO DI SALBERTRAND

Dal Rifugio Levi-Molinari al Rifugio Arlaud

Saltare da una montagna all’altra, ecco quanto viene proposto in questa tappa per raggiungere il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand. Il dolce profumo della lavanda vi sorprenderà nella discesa. Situato in Val di Susa in Piemonte, il parco nasce nel 1980 per proteggere la vegetazione e i bosci. A questo si aggiungono 80 specie di uccelli nidificanti e 21 mammiferi. Un Ecomuseo di Colombano Romean valorizza il patrimonio della cultura materiale del passato.

Percorrenza: 4,10 ore

Km. 11,40

Dislivello: + 840 m  / – 930 m

Partenza: 1.846 m – Arrivo 1.740 m – Altitudine massima: 1.846 m

6° tappa:PASSEGGIATA GOLOSA

Dal Rifugio Arlaud al Rifugio Guido Rey

Questa tappa permette di percorrere facilmente dei km. Il passaggio da Oulx, punto di incrocio della Valle di Susa, permetterà di approvigionarvi ed assaporare piccole delizie locali: la supa barbetta, la glara… le vostre forze si decuplicheranno..

Percorrenza: 6.00 ore

Km. 16,70

Dislivello: + 980 m  / – 950 m

Partenza: 1.765 m – Arrivo 1.761 m – Altitudine massima: 1893 m

7° tappa: I BALCONI DI BARDO

Dal rifugio Guido Rey a Bardonecchia

Questo paesaggio sconosciuto del Tour del Thabor, sopra il colle della Scala è una meraviglia geologica dal panorama mozzafiato. Molti cippi di confine ricordano le fazioni politiche dei secoli precedenti. Assolutamente da scoprire!!

Percorrenza: 6.00 ore

Km. 18,30

Dislivello: + 890 m  / – 1.410 m

Partenza: 1.761 m – Arrivo 1.255 m – Altitudine massima: 2.142 m

 

Traversata del passo Galambra da Bardonecchia

TRAVERSATA DEL PASSO GALAMBRA DA BARDONECCHIA (punti di partenza e di arrivo raggiungibli anche in treno)

Partenza: Bardonecchia
Arrivo: Chiomonte / Usseaux
Difficoltà: E
periodo consigliato: metà giugno/settembre

• 1° giorno: Bardonecchia – Rifugio Scarfiotti ore 2.30
Dislivello: 250 m o 850 m
• 2° giorno: Rifugio Scarfiotti – Rifugio Levi-Molinari ore 6-7
Dislivello: + 950 m / – 1250 m
• 3° giorno: Rifugio Levi-Molinari – Chiomonte: 5-6 ore
Rifugio Levi-Molinari – Rifugio Arlaud 5-6 ore
Dislivello: -850 m / + 750 m
• 4° giorno: Rifugio Arlaud – Usseaux 5-6 ore
Dislivello: + 850 m /-1200 m

Itinerario in quota di 3-4 giorni, in vista delle belle cime dei valloni di Rochemolles e del Galambra.
Da Bardonecchia si sale con la seggiovia o a piedi alle pendici del Monte Jafferau (1930 m), da cui il Sentiero Balcone (strada Decauville) porta in piano al Lago di Rochemolles (oppure si va in bus a Rochemolles e poi a piedi).
Si prosegue lungo la valle, evitando dove possibile la strada, fino al Rifugio Scarfiotti (2156 m). Nella seconda panoramica tappa si scavalca il Passo dei Fourneaux (3094 m) e per il Lago Galambra e i Laghetti delle Monache si scende al Rifugio Levi-Molinari (1849m). Il terzo giorno si può scendere a Chiomonte lungo il bellissimo Sentiero Balcone che passa dal Pertus di Colombano Romean (748 m) in 5-6 ore o a Salbertrand (1032 m). In questo caso volendo si potrà proseguire in giornata nel Parco del Gran Bosco di Salbertrand salendo al Rifugio Arlaud (1771 m). E il quarto giorno, seguendo il Gta e scavalcando la Testa e il Colle dell’Assietta, si potrà scendere a Usseaux.

Il glorioso rimpatrio dei Valdesi

16° tappa: Rifugio Piccolo-Moncenisio – Rifugio Levi-Molinari
1000 uomini armati/14 giorni di marcia/ 250 km. Dal lago di Ginevra alle valli Valdesi

Il 24 agosto 1689 un migliaio di protestanti esiliati lasciano la Svizzera per rientrare nelle loro terre da cui erano stati cacciati due anni prima per motivi di religione. Il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi fu organizzato dal Pastore Henri Arnaud e comandato dal notaio Antoine Turel ed era composto da 13 compagnie valdesi e 6 ugonotte e sostenuto finanziariamente da Guglielmo III – Re d’Inghilterra e dei Paesi Bassi.
Questa impresa si collocava nel quadro della lotta delle potenze europee coalizzate contro l’assolutismo francese di Luigi XIV.
Solo a giugno dell’anno successivo i circa 300 superstiti poterono pensare di aver vinto la loro piccola guerra con la dichiarazione di pace di Vittorio Amedeo II.
Questo percorso è raccontato nel libro “Il Glorioso Rimpatrio” di Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris ed edito da Terre di Mezzo.
La tappa che tocca il Rifugio Levi-Molinari è la sedicesima. In realtà nel libro non è prevista la sosta al Rifugio ma la discesa dal Rifugio Vaccarone a Salbertrand. Considerando che il Vaccarone è chiuso per ristrutturazione e a Salbertrand non esistono strutture ricettive se non un campeggio fuori paese una proposta potrebbe essere quella di modificare il percorso facendo una “classica” traversata Rifugio Petit Mont Cenis – Rifugio Levi-Molinari per riprendere il percorso il giorno successivo.